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COEGARO - REMICETE- SESE

LE FRAZIONI

IL COEGARO ( u Quegà )

Il Coegaro ( u Cuegà ) posto dove coricarsi, questo il significato letterario della parola genovese cuegà o quegasé, e questo toponimo ha dato il nome alla località. Il Coegaro è formato da diverse case che si affacciano sulla strada comunale ora alcune di esse abbandonate ma in passato tutte abitate. Le famiglie che abitavano il borgo erano: i De Paoli, i Ginocchio, i Lucchetti. Tutte le case della località anche quelle recentemente restaurate risalgono al 1600 - 1700, l'attività svolta dai residenti era prevalentemente quella agricola, i numerosi terrazzamenti ricavati disboscando, permisero una produzione agricola di una certa rilevanza ma, anche qui come nel resto del paese non fu abbandonata la tradizionale cultura del castagno. In questo luogo ebbe i natali Gianni De Paoli grande benefattore della Chiesa di Valletti. Davanti alla casa del Gianni possiamo ammirare un'edicola votiva da lui stesso fatta costruire e dedicata alla SS Vergine, mentre la casa adiacente a quella del Gianni è denominata il castello per la sua forma perfetttamente quadrata.




LE REMICETE (e Ramisgeie )

La frazione si trova sulla riva destra del canale delle Remicete il suo nome trae origine probabilmente da REMI - CETE (remi, le pale che facevano girare i mulini; ceto, interessi o luoghi comuni, il luogo dei mulini). Le case della frazione sono sostanzialmente due attigue l'una a l'altra, intorno alle case terrazzamenti ottenuti sottraendo spazio ai boschi di castagno, nella frazione l'attività prevalente era quella agricola e molitoria, le due case avevano l'essicatoio per le castagne. Nella casa a valle detta del Ferrain ( du ferràin ) esisteva una bottega da fabbro, era una delle diverse botteghe presenti in paese nel 1700, ho personalmente visto il mantice a pedale che soffiava aria nella forgia, e diversi atrezzi tipici della bottega del fabbro. La casa sopra, un po' più signorile anche nell'arredamento, era la casa di campagna di Federico De Vincenzi, cittadino vallettino residente a Genova, di professione spedizioniere doganale, proprietario insieme alla sorella del palazzo dei Giganti in via Assarotti, uomo ben introdotto nella Massoneria genovese tanto da ospitare nella sua casa di campagna Giusppe Mazzini. Nella frazione si possono ancora vedere ben quattro mulini per la frantumazione delle castagne, segno di un'agricoltura molto fiorente nel paese.



FRAZIONE SESE ( e Sése )

La frazione Sése prende il nome dalle numerose piante di ciliege ( e sesxe ) che crescevano rigogliose su quel terreno. L'unica casa di questa piccola frazione è di recente costruzione, primi novecento, così come gli ampi terrazzamenti intorno alla casa ottenuti con lo sradicamento di secolari alberi di castagno. L'economia di questa frazione era basata totalmente sull'agricoltura. Gli ampi terrazzamenti sottratti al bosco consentivano di praticare un'agricoltura piuttosto moderna, con la semina di grano, granturco e patate e naturalmente la coltivazione del castagno Con la derivazione di acqua dal canale delle Moggie si potevano irrigare i campi consentendo così un più fruttifero raccolto.

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