Valletti on line...


Vai ai contenuti

Menu principale:


DAL 1200 AI GIORNI NOSTRI

LA STORIA

VALLETTI, la sua storia.


La storia del paese di Valletti affonda le sue radici nel lontano 1200. In quel periodo storico un grande territorio che comprendeva le attuali frazioni di Valletti, Comuneglia, Cassego ed altre, era proprietà dei conti Fieschi di Lavagna, questi territori venivano chiamati comunemente "comunaglie". Successivamente il territorio fu diviso in due grandi poderi, il podere di Comuneglia (da comunaglia) e il podere di Cassego. in quel periodo Valletti era un unico territorio con l'attuale frazione di Comuneglia. Comuneglia trae il suo nome appunto da "comunaglie" (ovvero terreni in comune), terreni che appartenevano ai due rami del casato Fieschi, che si erano spartiti il terrotorio di Varese Ligure, Valletti sempre facente parte di queste "comunaglie" trasse in seguito il suo nome dai numerosi rivoli d'acqua ( i valletti - piccole valli) che attraversano numerosi tutto il suo territorio, geograficamente è posto sulla sponda destra del fiume Vara e inizia dal passo del Biscia per terminare a ponte Parano. Valletti e Comuneglia sono state un'unica entita' sino alla divisione in due distinte parrocchie con relative Chiese, divisione avvenuta nel 1695. Papa Innocenzo XII con bolla in data 17 gennaio 1695, eresse la Cappella di Valletti in parrocchia intitolandola a Sant'Anna e l'Arcivescovo G.B. Spinola eseguì il Breve.
Comuneglia, Cassego, Valletti e Maissana erano le terre immediatamente a ridosso di Lavagna, Lavagna in quel tempo era dominio incontrastato dalla casata dei Fieschi, le nostre zone rappresentavano un importante crocevia di collegamento tra il mare e la padania attraverso i passi di Cento Croci e del Bocco, fu anche per questo motivo che proprio nel 1300 i Fieschi decisero di costruire un borgo fortificato che avesse il compito di incrementare il commercio tra monti e mare, lo progettarono nel fondovalle (l'attuale Varese) sulla confluenza di due fiumi Vara e Crovana, li era più facile reperire la materia prima, pietre e sabbia occorrenti alle nuove costruzioni.
I territori di queste comunaglie erano ricoperti da foreste di faggi e di cerri, alcune località sia di Valletti che di Comuneglia, come la località Cerro, e Cerreta, ancor oggi ne fanno un prezioso riferimento. Le comunaglie rappresentavano una grossa fonte di energia e di risorse per i Fieschi che dominavano tutta la zona e che avevano già costruito su questi territori alcuni castelli e diverse torri di guardia, come il castello di Novasina, il Castello di Cavizzano, il castello di monte Tanano ed in ultimo quello più importante di Varese Ligure. Il territorio era tutto sotto il dominio dei Fieschi, quindi numerosa era la manovalanza che gli stessi Fieschi spedivano in questi territori da Lavagna e da Cogorno e dai paesi rivieraschi per la costruzione del nuovo borgo, dei castelli, delle torri di guardia. In quel periodo si iniziò un'opera di disbosco, il legname rappresentava la materia prima nella costruzione delle case, veniva utilizzato come combustibile nelle fornaci in cui si cuoceva il calcare per la produzione della calce viva, occorrente alle murature, cosi come veniva utilizzato per la costruzione dei tetti, dei solai e degli infissi; occorreva quindi molta manodopera specializzata che insegnasse anche ai primitivi occupanti del territorio le nuove tecniche costruttive. Il disbosco per quanto riguarda Valletti iniziò nelle immediate vicinanze del monte Biscia per spostarsi lentamente verso le pendici del monte Verruga, in sostanza verso la posizione dell'attuale frazione di Valletti. La zona inoltre rappresentava anche un rifugio ideale per quanti erano costretti a nascondersi, a causa di persecuzioni politiche o atti di brigantaggio. Fu proprio a seguito di questi eventi che si cominciarono a costruire sul territorio i primi rifugi in pietra sia per l'uomo che per gli animali domestici, si iniziò a disboscare nelle zone meglio esposte creando terrazzamenti dove si coltivava segale, ciò, normalmente avveniva in prossimità di corsi d'acqua o piccole sorgive.
In questo modo anche a Valletti comparvero le prime costruzioni in muratura coperte in paglia e pietra locale, possiamo ancora vederne i resti a circa 50 metri dal fosso detto "Rueiu", dove l'attuale strada del Biscia ha lambito un angolo di questo vecchio fabbricato, mentre qualche centinaio di metri sopra strada, nel medesimo luogo , ai margini di terrazzamenti ricavati mediante costruzione di muri a secco, si possono notare ancora le fondamenta di altri fabbricati simili al precedente. Proseguendo poi sulla strada per Valletti arriviamo al fosso detto "Canevaesu" e appena cento metri dopo il rio, nella scarpata dell'attuale strada, possiamo intravedere ancora i ruderi di un fabbricato simile ai precedenti, a Valletti è conosciuto come " casun de nanin " ( Casone o casa di Nanin ) li si racconta che vi fu piantata anche la prima pianta di vite del paese. Ci si rende ben conto che l'occupazione del territorio è avvenuta da ponente verso levante e cioè dal valico del Biscia piano piano verso Varese Ligure, così le prime case del paese di Valletti furono costruite nelle località dette Pietragrossa, Liggerosse, Cerreta, Pian di valletti, Pendisola, Pianeto, Costa, Mastrun, Bore, Serunelli e Cian Sattin. Molte di queste case avevano i tetti coperti di paglia, paglia ovviamente di segale che veniva coltivata nei terrazzamenti costruiti con muri a secco nelle immediate adiacenze di tutte le case di queste località. Le case anche se di piccole dimensioni, avevano caratteristiche costruttive di un certo rilievo per l'epoca, il pietrame era murato con calce prodotta in loco, gli angoli erano ben sagomati e squadrati e gli stipiti sia delle porte che delle finestre erano ricavati da grosse pietre finemente lavorate, dimostrazione questa che i muratori dell'epoca erano bravi maestri. Queste case primitive erano per lo più composte da un piano interrato uso stalla e un primo piano sottofalda, le finestre assai piccole erano chiuse mediante scuri in legno di castagno mantenuti chiusi mediante paletti orizzontali ( u stanghettu), stesso sistema per le spesse porte. Addossati a questi fabbricati generalmente ne venivano costruiti altri di piccole dimensioni che servivano da stalle per gli animali domestici. Man mano che trascorrevano i secoli, i primordiali abitanti di Valletti sentivano evidentemente la necessità di avere delle case un po' più comode rispetto alle precedenti. Analizzando i molti ruderi che ancora possiamo vedere nella parte primordiale del paese, possiamo notare come le costruzioni col passare del tempo avevano fatto un notevole salto di qualità, possiamo infatti notare come nelle località Pendisola e Pianeto le case avessero addirittura due piani con il focolare interno, le finestre però continuavano ad essere assai piccole e sprovviste di vetri, probabilmente ciò rispondeva a esigenze climatiche e difensive.
La casa che si trova nella località Pendisola ad esempio, è un fabbricato che risale al 1500, era sicuramente di una certa importanza se si considera che tutt'intorno sono presenti moltissimi terrazzamenti ricavati con muri a secco, che rendono ben conto quanto fosse importante la coltivazione della segale in quel tempo. A fianco della casa esiste anche una piccola vasca che raccoglieva l'acqua di una piccolissima sorgente, evidentemente usata per scopi domestici. A qualche centinaio di metri da questo importante fabbricato proseguendo nel bosco arriviamo alla località Pianeto. Pianeto è un terreno abbastanza pianeggiante, tutt'intorno si trovano innumerevoli fabbricati, parte utilizzati come abitazioni primordiali e parte come ricovero di animali, di questi, quello più importante è senzaltro quello conosciuto come " casun du desertu " (casone del deserto). Guardando le case di questa località ci si rende conto che l'uomo in quel periodo (fine 1500 inizio 1600) aveva esigenze molto diverse rispetto ai suoi antenati, possiamo infatti notare che la casa è stata costruita già inizialmente su due piani, con antistante aia e scalinata di accesso, gli angoli sono ben squadrati così come le aperture delle porte e delle finestre sono costruite con sassi ben lavorati, sulla facciata vicino alle finestre sono presenti molte nicchie, che servivano per tenere al fresco le derrate alimentari, ma, cosa molto importante e unica nel paese in quell'epoca, il piano interrato era separato dal primo piano da una volta in pietra a forma di mezza botte, nel locale cucina poi possiamo ancora vedere come insieme alla costruzione della casa sia stato costruito il focolare o camino. E' abbastanza evidente che questa casa ha una certa rilevanza architettonica, è sicuramente la più importante sotto questo profilo considerata l'epoca di costruzione, ed è una delle più interessanti del paese.
Nella immagine sotto il testo, possiamo notare come il camino sia nato insieme alla casa e non sia frutto di un adeguamento successivo. Anche intorno a questa casa sono stati construiti numerosi terrazzamenti. Sicuramente ci troviamo in epoca fine 1500 inizio 1600. Da qui con l'inizio del nuovo secolo il primordiale paese subirà una profonda trasformazione, che lo porterà più o meno alle attuali dimensioni. Alcuni dei vecchi borghi furono abbandonati, mentre altri venivano costruiti ex novo in posizioni diverse, tenendo conto delle mutate esigenze dei vallettini e di altri fattori, come la necessita dell'acqua corrente e l'esposizione al sole. Fino a questo punto Valletti era un tutt'uno con la parrocchia di Comuneglia, la ci si recava per le funzioni religiose e per seppellire i defunti, è infatti nel 1600 che i numerosi vallettini cominciarono a pensare di costruirsi una Chiesetta tutta loro. Esisteva a Valletti una piccola cappella intitolata al martire San Vincenzo che si trovava appena fuori l'attuale piazzale della Chiesa ma era una cosa talmente piccola che non poteva essere utilizzata per le funzioni di una Chiesa vera e propria. Fu così che iniziarono i lavori di costruzione di un nuovo tempio tanto erano desiderosi di vallettini di avere una Chiesa tutta loro e di separarsi definitivamente dalla frazione di Comuneglia. I lavori per la costruzione della Chiesa iniziano ben presto e vennero ultimati nel 1628 ed il giorno del 26 luglio del medesimo anno la nuova Chiesa intitolata a San Vincenzo e Sant'Anna fu benedetta.l'economia del paese era basata principalmente sulle attività agricole ma una certa rilevanza avevano anche le attività artigianali della lavorazione del legno, del ferro, della pietra e della produzione di calce viva. Dal 1600 in avanti vallettini oltre alla Chiesa costruirono anche numerose case di civile abitazione, in pratica costruirono il paese che vediamo tuttora, le case avevano due piani fuori terra, i serramenti in legno e i tetti si iniziò a coprirli in pietra, le case avevano anche l'aia pensile e un fabbricato adibito a cucina ed essiccatoio soprattutto per le castagne. Lungo il canale detto delle Remicete furono anche costruiti diversi mulini per la frantumazione delle castagne e della granaglia coltivata nel paese, nel paese vi erano diverse botteghe artigianali nelle quali si lavorava il ferro, si lavoravano principalmente attrezzi utilizzati in agricoltura, chiodi e serrature per le porte delle case, così come diverse erano le botteghe di falegnameria che producevano gli infissi delle nuove abitazioni. Un'attività molto praticata in paese era pure la produzione della calce che avveniva mediante la cottura del calcare in apposite fornaci che dovevano essere alimentate per otto giorni consecutivi con legname e ramaglie ottenute con la pulizia dei boschi di castagno e il taglio delle foreste che circondavano il paese. La calce prodotta oltre che essere utilizzata per nuove costruzioni del paese veniva anche venduta e dava certo reddito a chi la produceva. L'agricoltura è rimasta per secoli la principale attività svolta nella frazione come in realtà anche nelle altre frazioni del circondario, per avere una diversificazione di derrate alimentari sono stati creati i terrazzamenti che tuttora possiamo vedere in tutto il paese, comunque molta attenzione è stata rivolta alla coltivazione del castasgno, il cui frutto proprio per le sue qualità nutrienti e la possibilità di utilizzarlo come alimento in diversi modi, è stato coltivato con particolare cura e amore dai vallettini tanto che possiamo affermare senza ombra di dubbio che le castagne e i suoi derivati hanno sfamato intere generazioni per diversi secoli. Per Valletti il castagno è stato per secoli considerato un oggetto " sacro ", una particolare cultura e amore ha fatto si che a Valletti proprio per le diverse qualità di castagni vi fosse la migliore farina in assoluto del circondario. I boschi di cerri e faggi grazie al lavoro dei vallettini cedettero il posto al castagno, ( pianta che venne portata a Varese Ligure da un certo " menaoche ") ai terrazzamenti di cui abbiamo parlato in precedenza, ma cerri e di faggi sulle pendici del monte Verruga hanno ceduto il posto a bellissimi prati dove i Vallettinisi recavano principalmente nel mese di luglio a tagliare fieno che serviva per i loro animali nel lungo inverno, col il bosco furono creati anche numerosi pascoli dove venivano sistematicamente portati gli animali al pascolo durante l'estate. Nei terrazzamenti ricavati anche nei boschi di castagno venivano coltivate granaglie varie, patate e legumi. Il paese era come è tuttora formato da diversi nuclei più o meno grandi di unità abitative che erano collegati tra loro mediante sentieri allora pedonali ben definiti e spesso contenuti tra due muri di pietre a secco, questo affinché gli animali condotti al pascolo non potessero lasciare la strada e fossero obbligati nel loro percorso né raggiungere i pascoli sui monti del paese. Di questo tipo di strade ne possiamo ancora ammirare una che partendo proprio dalla località Ceretta arriva sino alla località Villa per proseguire poi sino alle pendici del monte Verruga. In diverse località della frazione venne pure piantarla la vite con produzione di un discreto vino sia bianco che rosso. Su queste attività si è basata l'economia della frazione sino alla seconda guerra mondiale (1945 ) e sino a quest'epoca si era praticato in molte occasioni il contratto di mezzadria, molte erano le famiglie che coltivavano le terre con questo tipo di contratto un po' disumano, infatti la povertà era assai diffusa, quantunque nemmeno il padrone poteva sentirsi ricco in quanto la metà di sua competenza finiva molto spesso in tasse e spese di mantenimento della proprietà. Una particolare attività legata alle tradizioni agricole del paese era quella della pulizia del bosco, le proprietà erano molto spesso divise in piccoli appezzamenti a seguito della divisione tra fratelli, comunque in ogni bosco veniva costruita una capanna tutta in legno e coperta di paglia, la capanna oltre ad essere un riparo per il contadino era il contenitore delle foglie di castagno che venivano sistematicamente raccolte e conservate e utilizzate durante l'inverno come lettiera per gli animali, questa pratica consentiva un miglior lavoro nella raccolta delle castagne, nel taglio di quel poco fieno che cresceva all'ombra dei castagni, e facilitava la nascita del prelibato porcino. Le piante di castagno venivano sistematicamente innestate con le diverse varietà, e venivano sistematicamente potati generalmente ogni cinque anni. Questa pratica agricola aveva creato in tutto il paese dei bellissimi boschi con un soffice muschio ormai quasi introvabili.


Home Page | VALLETTI | LA STORIA | IL PAESAGGIO DI VALLETTI | LE FRAZIONI | LE CHIESE | GALLERIA FOTOGRAFICA | PROVERBI | TRADIZIONI DEL PAESE | PIATTI TIPICI | DELL'ORIGINE DELLE FAMIGLIE | L'ECONOMIA NEI SECOLI | ARTIGIANATO | COLTURE PARTICOLARI | VOCABOLARIO | TERRA DI MIGRANTI | AVVENIMENTI | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu