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Dall'archivio parrocchiale

LA STORIA > ARCHIVIO STORICO

MEMORIE SU VALLETTI

In tutti i paesi esistono svariate fonti che raccontano la storia del passato, molto spesso le storie vengono tramandate perché raccontate tra padre e figlo, ma normalmente i dati più certi e concreti vengono ricavati dagli archivi delle Chiese, i Parroci infatti erano soliti annottare gli accadimenti più importanti, le annotazioni dei conti per la costruzione e l'amministrazione delle Chiese, l'acquisto degli arredi da una chiara situazione di quello che erano le possibilità e il modo di vivere degli antichi nostri concittadini. Dall'archivio della Chiesa di Valletti in alcune annotazioni dai libri dei conti della parrocchia di Comuneglia leggiamo:

Il 9 ottobre 1532 B. Antonio fu Giò di Valletti rincasando alla sera fu colpito al cuore dal coltello di Giovanni xxxx e muore all'istante.

Nel 1640 Giannino xxxx fu Gio Batta fu ucciso nel Secco di Valletti nel letto da suo figlio.

Nel 1646 nella località Villa di Valletti fu trovato il cadavere decapitato di Caterina xxxx fu Antonio, poco dopo venne trovata nella casa della suddetta sua figlia Dominica dodicenne violata e strangolata, ambedue furono seppellite il 15 gennaio nella Chiesa di Comuneglia.

25 marzo 1650 in Varese Ligure furono sospesi alla forca Battista xxxx e Pietro xxxx rei di aver ucciso Giovanni B., di Comuneglia.

Nel 1663 il 26 luglio il parroco di Comuneglia Don Angelo Leonardini benedice La cappella di Santa'Anna in Valletti.

Il 26 aprile del 1674 Francesco G. Entrato di notte in casa del vicino che era massaro per rubargli i denari della Chiesa, fu ucciso a bastonate.

Nell'anno 1677 gli abitanti di Valletti vogliono staccarsi da Comuneglia e formare una parrocchia autonoma ma il Vicario generale in occasione della visita alla parrocchia di Comuneglia per ordine di Monsignor Gio Batta Spinola decretò non doversi quei di Valletti separarsi dalla parrocchia di Comuneglia, questo fatto rovinò i rapporti tra le due popolazioni in quanto i massari di Sant'Anna non davano i conti e non facevano più le questue.

1684 settembre, una influenza di febbre maligna colpì la popolazione sia amalavano anche 50 persone al giorno.

Febbraio 1730 la malaria colpì la popolazione, nei giorni dell'epidemia si ammalarono 60 persone ma nessuna morì.

1742 il giorno 24 gennaio è 11 febbraio si registrarono numerosi movimenti tellurici.

1771 il giorno 9 gennaio si registrò una forte scossa tellurica.

1804 il 30 ottobre scoppia un'epidemia di febbre gialla, si ritiene causata da marinai sbarcati da una nave spagnola.

1835 il giorno 6 di settmbre prima epidemia di colera, non si hanno dettagli riguardo ad eventuali soggetti colpiti in Valletti in tale occasione viene istituita dal parroco l'usanza di suonare le campane alle sette del mattino.

Il 15 agosto 1854 scoppia la seconda epidemia di colera, si incolparono marinai napoletani, fece strage di popolazione, solamente a Valletti benché alcune persone si ammalarono, nessuno morì, per ringraziare Sant'Anna nell'aver preservato il paese da tale epidemia fu istituita la festa del ringraziamento ( seconda Domenica di ottobre )

Tra febbraio e marzo del 1870 vi fu una spaventosa epidemia di forma polmonare con sputo di sangue che in cinque o sei giorni portava al sepolcro. Dal 18 febbraio al 18 marzo sono morti compreso il reverendo 11 adulti, di tutti i colpiti si salvarono solo due bambini.
Nel libro memorie di De Paoli Giovanni fu Giacomo detto Pedrone leggiamo: "memoria spaventosa nel mese di febbraio e marzo, a valletti si è messa a letto una partita di persone con un semplice dolore da una parte facendo qualche sputo sanguigno sembrando puntura di pleura, venuto il medico cavando sangue morivano,
applica solo le sanguette e morivano, non adoperando rimedi morivano, andavano fuori sensi parlando di quell'oggetto ch'erano più inclinati. dopo qualche mezza giornata fuori sensi suscitava il catarro ed alli cinque giorni morivano qualche d'uno raro arrivato a sette otto giorni ". Il libro dei conti e memorie di Giovanni de Paoli fu Giacomo della famiglia Pedrone è un importante memoria scritta di quanto è successo a Valletti dal 1853 ai giorni nostri, insieme ai documenti dell'archivio parrocchiale contribuisce alla conoscenza dei fatti e delle storie anche di cronaca del nostro paese.



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