Valletti on line...


Vai ai contenuti

Menu principale:


N.S. della Guardia alla Costa

LE CHIESE


Nostra Signora della Guardia, alla Costa belvedere.
( à Madonna à costa )

Ricorrendo l'anno del Signore 1900 la parrocchia di Valletti per celebrare l'arrivo del nuovo secolo organizzò una gita a Roma. Al ritorno dal pellegrinaggio per celebrare l'avvenimento si decise di porre una grossa croce proprio nella località Costa o belvedere. Il maestro Matteo Picetti si mise alla testa del comitato organizzatore, fu così che si decise di utilizzare per l'avvenimento il tronco di un albero di castagno che si era sradicato sotto la Chiesa di Valletti nella nella località detta "sciazzeu ", il tronco era proprio l'ideale per costruirvi una grossa croce. Fu così che un gruppo di volenterosi giovanotti che avevano già lavorato buona parte della giornata al trasporto di travi occorrenti alla copertura di un tetto nella Villa furono invitati proprio dal maestro Picetti, per completare la giornata, dietro compenso di una damigiana di vino, a trasportare quel tronco fino alla Costa. Fu così che il tronco di castagno fu trasportato a spalle a destinazione. La grande croce di legno fu piantata sul belvedere e si poteva ammirare da quasi tutto Valletti e buona parte di Comuneglia, ovviamente fu inaugurata con Messa, benedizione e colazione al sacco.
Nel 1904 Antonio De Paoli e sua sorella Antonia della famiglia Pedrone, mangiarono a pranzo dei funghi risultati poi velenosi, dopo qualche ora dal pasto iniziarono a sentirsi male, fu così che accorse in loro aiuto il mezzadro ( Cirollo ) che abitava nella casa adiacente alla loro, venuto a conoscenza di ciò che avevano mangiato a pranzo, intuendo il serio pericolo che stavano correndo i suoi padroni di casa, decise di far bere loro una tazza di " liscioia " (antico detersivo che si otteneva con la cottura della cenere ) ciascuno, successivamente furono soccorsi anche dal dottor Ghiglieri di Comuneglia. Bevuta quella orribile sostanza i due iniziarono a vomitare e si liberarono in questo modo di una parte del veleno che avevano mangiato, l'Antonia oltre ad aver mangiato i funghi aveva anche pucciato il pane nella casseruola, stette molto male e rimase in coma per qualche ora. Quando ormai tutti dicevano che l'Antonia non sarebbe sopravvissuta, di colpo si risvegliò dal coma e raccontò che durante il sonno gli era apparsa la Madonna della Guardia, alla quale, aveva promesso un piccolo santuario con statua di marmo proprio sul belvedere, in segno di gratitudine per la grazia ricevuta. Fu così che i fratelli De Paoli iniziarono a costruire un piccolo tempietto da dedicare alla Madonna della Guardia, provvisoriamente nella cappelletta fu collocato un quadro della Vergine donato dalla Fabbriceria della Chiesa di Caranza. Un secondo miracolo avvenne quando l'Antonio tolse i puntelli alla volta che aveva appena costruito, fece in tempo ad uiscire per ammirare il lavoro che la volta crollo', rsichiò veramente la vita, dovette rifarla, ma questa volta con la posa di due robuste catene il tragico evento non si ripeté. Nel 1909 il 2 di ottobre fu collocata nella elegante cappelletta la statua di marmo della Madonna e del Beato Pareto con grandi festeggiamenti. Nel 1954 Domenico De Paoli ( nipote di Antonio ) della famiglia Pedrone fece fare alcuni lavori di restaurto al Tempietto, fu rifatto il pavimento, si mise il marmo sull'altare, si fece il cancello in ferro battuto e si fece l'arco sopra la porta e i gradini di accesso, fu così che il piccolo tempietto divenne per la frazione di Valletti un piccolo Santuario; tutti gli anni nella ricorrenza della festa vi si celebrava la messa, anni addietro e si faceva anche la processione, con grande partecipazione di tutti i vallettini e di numerosi fedeli del circondario. Le famiglie di Valletti avevano preso l'abitudine di pranzare al sacco all'ombra di quei meagnifici e secolari alberi di castagno che si trovano dietro il piccolo Santurio, ogni famiglia ne scelse uno e lo mantenne " proprio " per anni. In torno agli anni settanta del secolo scorso il Santuario attraverso' un periodo di decadenza inquanto alcuni parroci che facevano servizio a Valletti non gradivano recarsi sul posto per celebrare la Messa ma la Madonna non fu mai abbandonata, tutti gli anni il giorno della festa, 29 di Agosto, che piovesse o ci fosse il sole alcuni vallettini tra cui mio papà Augusto, Leandro Picetti sua mamma Angiolitta ed altri , si recavano al tempietto, portavavno fiori e suonavano la campanella. Da quando Don Sandro Lagomarsini cura la parrocchia di Valletti, si è potuto riprendere la festa come ai vecchi tempi con la celebrazione della Messa. Dietro il tempietto è arrivata l'acqua potabile, la strada carrabile, molte famiglie sono tornate a pranzare sul belvedere il giorno della festa, normelmente l'untila Domenica di agosto. Nell'anno duemila per festeggiare il secolo che stava per iniziare la Fabbriceria del Santuario di Sant'Anna ha organizzato il rifacimento della Croce monumentale che dopo cento anni di intemperie era ridotta ai minimi termini, in quell'occasione la campana è stata ricollocata definitivamente sul campanile. Il giorno della festa, solitamente la Domenica dopo il 29, con grande festa e presenza di numerosa popolazione la nuova croce è stata benedetta dal parroco Don Sandro Lagomarsini. Nei periodi prima e dopo la seconda guerra mondiale il giorno della festa c'erano anche due osterie che vendevano il vino, io ricordo che negli anni 1961 e 62 c'era solo l'osteria di Valletti ( Dino Boccoleri ) e si poteva acquistare vino, aranciate, caramelle e pistacchi; gli uomini divisi in gruppi giocavano a carte e alla mora. Alla fine della festa, verso sera gli uomini ri radunavano a mò di cerchio e cantavano la " bumba bà ", il gioco consisteva nel cantare una strofa della canzone e bere un sorso di vino, il gioco finiva quando il bottiglione di vino nero tenuto per l'occasione era vuoto. La filastrocca della bumba bà era la seguente:

(il coro canta)

bevi bevi compare se nò vi ammazzero
l'acqua fa male, il vino fa cantare
questa è la regola che tengono i pifferi

(il piffero col bottiglione in mano canta)

piuttosto che amazzarmi del vino io berrò

(inizia a bere e il coro canta)

e tanto che voi bevete noi canteremo la bumba bà, la bumba bà, la bumba bà

(al terzo bumba bà, il piffero smette di bere e passa il fiasco al suo vicino)

il coro

bevi bevi compare se nò vi ammazzero.....

cosi fino a quando non sia terminato il vino nel fiasco.



Home Page | VALLETTI | LA STORIA | IL PAESAGGIO DI VALLETTI | LE FRAZIONI | LE CHIESE | GALLERIA FOTOGRAFICA | PROVERBI | TRADIZIONI DEL PAESE | PIATTI TIPICI | DELL'ORIGINE DELLE FAMIGLIE | L'ECONOMIA NEI SECOLI | ARTIGIANATO | COLTURE PARTICOLARI | VOCABOLARIO | TERRA DI MIGRANTI | AVVENIMENTI | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu